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Nella Stanza di Charlotte: Villette

Iniziamo la nostra avventura in rete con un intervento su Villette, ultima lettura Brontëana da noi approfondita. A seguito della sua pubblicazione, nel Gennaio del 1853, il romanzo viene così accolto dai critici della rivistaletteraria inglese The Literary Gazette: “Se non lo fosse già stata, questo libro l’avrebbe resa famosa. Recupera il terreno perso con Shirley, e appassionerà una cerchia di ammiratori più ampia di Jane Eyre, perché possiede le migliori qualità di quel libro straordinario senza essere contaminato, se non lievemente, da i suoi difetti”. Quando scrive Villette, l’autrice ha da poco perso gli ultimi tre fratelli in vita ed esattamente come Lucy Snowe –la protagonista del suo romanzo-, Charlotte è una sopravvissuta che resiste ad “un lungo tempo, di freddo, di pericolo, di lotta”. “Governammo la nave con le nostre mani per evitare il peggio; una violenta burrasca incombeva su di noi; ogni speranza di salvezza era smarrita. Alla fine la nave fu persa e l’equipaggio perì.”; così è descritto in Villette quell’evento misterioso che all’improvviso porta la vita di Lucy Snowe alla deriva. La tempesta e il naufragio sono immagini forti che ricorrono nei momenti chiave del romanzo, quando tutto cambia rotta. Il frastuono della burrasca diventa metafora della morte, acutizza la nostra percezione di quell’insopportabile silenzio che segue fedelmente ogni assenza e che di certo, in quei giorni, regnava all’interno del Parsonage. L’immagine dei naufragi colpisce forte il cuore, ma Charlotte non indugia mai sul dolore, piuttosto attraverso la metafora lo cela proteggendolo con sacro riserbo. Sebbene il suo editore, George Smith, l’avesse esortata a raccontare qualcosa in più della vita di Lucy Snowe, Charlotte sapeva che approfondendo le circostanze che hanno portato il personaggio ad iniziare il suo coraggioso e solitario viaggio alla ricerca di un porto sicuro, avrebbe svelato sé stessa. Forse è per questo che la scrittrice chiede di pubblicare la sua opera restando nell’anonimato, richiesta che per ovvi motivi editoriali non viene accolta, inseguendo l’onda della fama che ormai l’aveva investita e che era legata al nome di Currer Bell.

Villette è una lettura che non può mancare ad un appassionato Brontëano. Di questo libro colpiscono la potenza delle emozioni, l’intensità, e la sincerità di una scrittrice che attraverso la vicenda di Lucy Snowe racconta la storia di una vita, di un tempo, di un luogo, di sentimenti appartenuti tanto alla protagonista quanto a lei stessa.

Sbirciando dalla Serratura: Curiosità

– Recentemente ripubblicato da Fazi Editore con il titolo originale, il romanzo è circolato in Italia anche in altre edizioni dai titoli piuttosto singolari, come: Collegio femminile (Rizzoli, 1962); L’angelo della tempesta(Frassinelli,1997); Miss Lucy (Capitol, 1960).

– Diversamente da altre opere Brontëane, non esiste una trasposizione cinematografica di Villette. Sembra però che la BBC abbia prodotto una miniserie nel 1970 composta da 5 episodi di 45 minuti l’uno, diretta da Moira Armstrong e scritta da Lennox Phillips. Purtroppo ad oggi pare che non sia in alcun modo reperibile.

– Sebbene non ci siano trasposizioni cinematografiche del romanzo, nel 1990 BBC Radio 4 propose un adattamento radiofonico di tre ore diretto da Catherine Bailey e scritto da James Friel. L’esperimento fu poi replicato nel 2009, sempre da BBC Radio 4, con una trasmissione andata in onda per due settimane e diretta da Tracey Neale.

Fonti: 

Charlotte Brontë, Villette  (Fazi editore, Introduzione di Antonella Anedda)

Juliet Barker, The Brontës 

https://bronteana.wordpress.com/2006/01/01/113616368436256884/

https://en.wikipedia.org/wiki/Villette_(novel)#In_dramatisations

http://bronteana.blogspot.it/2006_06_01_archive.html

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